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Le pagine più belle di "My story my dream"


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Io anche in francese Gianca.. ma credo sia solo 1errore di battitura... :P

 

grazie!! :)

.
Posted (edited)
Mm.. scusate se resuscito il topic ma... anche sul vostro libro a pagina 315 parla dell'ultima parte della tournée americana di "Let's Talk About You"????

E soprattutto.. poi dice che quando ha fatto le pratiche per l'inseminazione artificiale ha fatto congelare un secondo ovulo fecondato che si sarebbe fatta impiantare dopo un paio d'anni..

Saltato tutto per LV immagino.. E a questo punto è tutto perso? Non è più "utilizzabile" quell'ovulo??

 

Grazie!! :D

 

:confused: Ma secondo te ora in questo periodo che sta tentando di fare? :rolleyes:

Abbiamo anche detto che se questo embrione fecondato di 2 settimane (si proprio quello che si era conservato in freezer nel 2000) non va a buon fine non può avere più figli che abbiano come padre Rene! bah.... :confused:

Edited by VinnyT.

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Mm.. scusate se resuscito il topic ma... anche sul vostro libro a pagina 315 parla dell'ultima parte della tournée americana di "Let's Talk About You"????

E soprattutto.. poi dice che quando ha fatto le pratiche per l'inseminazione artificiale ha fatto congelare un secondo ovulo fecondato che si sarebbe fatta impiantare dopo un paio d'anni..

Saltato tutto per LV immagino.. E a questo punto è tutto perso? Non è più "utilizzabile" quell'ovulo??

 

Grazie!! :D

 

:confused: Ma secondo te ora in questo periodo che sta tentando di fare? :rolleyes:

Abbiamo anche detto che se questo embrione fecondato di 2 settimane (si proprio quello che si era conservato in freezer nel 2000) non va a buon fine non può avere più figli che abbiano come padre Rene! bah.... :confused:

So che l'avete già detto ma non saprei dove cercare e sono troppo curiosa... :whee: credevo che René fosse diventato sterile solo nel periodo della chemio, pensavo che dopo...

http://img706.imageshack.us/img706/2525/celineisurrender.jpg
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Ragazzi, io avevo promesso la traduzione! Purtroppo mi sono resa conto che non riesco a tradurre una mazza quando ho scuola e mi i posso concentrare solo durante i giorni di vacanza! Mi scuso soprattutto con florisd, che mi aveva messo a disposizione il suo aiuto! In questi due giorni mi sono un po' portata avanti, se volete posso cominciare a mettere giù qualcosa, se ancora interessa la proposta!
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Ragazzi, io avevo promesso la traduzione! Purtroppo mi sono resa conto che non riesco a tradurre una mazza quando ho scuola e mi i posso concentrare solo durante i giorni di vacanza! Mi scuso soprattutto con florisd, che mi aveva messo a disposizione il suo aiuto! In questi due giorni mi sono un po' portata avanti, se volete posso cominciare a mettere giù qualcosa, se ancora interessa la proposta!

 

A me interessa molto :P :P

 

Però non deve essere un lavoro che ti porta via troppo tempo e impegno,tranquilla :flowers:

[size=3][font="Times New Roman"]"A vingt ans elle était la première chanteuse du Québec, à vingt-cinq ans la plus grande star en France, à trente ans la plus grande star americaine, aujourd'hui à quarante ans, et ce n'est pas tous les jours qu'on peut le dire[size=4][/font],[font="Comic Sans MS"][b]elle est la plus grande chanteuse au monde![/b][/font]"[/size][/size]

[i][b]15th-16th-19th March 2011! I Was There in Vegas! By your side![/b][/i]
[img]http://i56.tinypic.com/dlosxx.jpg[/img]


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Diciamo che mi sono posta come obiettivo quello di lavorarci una ventina di minuti al giorno! Il problema non è tradurre, ma scrivere al pc! Perciò vi pregherei di non badare a errori di battitura vari e di dirmi se preferite una traduzione diversa, magari anche solo di qualche espressione. Con il mio francese da terza media (non è un modo di dire! Ho fatto solo tre anni!) ho cercato di essere il più fedele possibile all'originale, ma certe espressioni sono molto difficili da tradurre senza perdere il senso vero e proprio del francese! Detto questo, ora comincerei!
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Prologo parte 1

 

Un bel mattino dell'inverno scorso, un lamantino è apparso nel canale, giusto dietro alla nostra casa di Jupiter, in Florida. E' rimasto fermo lì per delle ore, come se fosse in attesa di qualcosa. O di qualcuno. Non appena sono entrata in acqua, si è avvicinato a me. Gli ho parlato, l'ho accarezzato, e abbiamo nuotato insieme per un bel po'...

In tutto ciò non c'è niente di coraggioso. Nel sud della Florida, divertirsi a nuotare con i lamantini non è una cosa insolita. Sono delle bestie timide, mai aggressive, che lì chiamiamo manatees o mucche di mare. Si dice che siano alla base della leggenda delle sirene, a causa del loro canto molto dolce, molto toccante.

Questo incontro mi ha fatto realizzare a che punto ero cambiata nel corso dei mesi precedenti. Quando ero una cantante "al lavoro" non mi sarebbe mai passata per la mente l'idea di tuffarmi in quel modo nell'acqua torbida e andare a stringere amicizia con un animale sconosciuto.

Ma ero in pausa sabbatica da più di tre mesi, e avevo cominciato a fare tutti i tipi di cose alle quali non avevo mai pensato prima, delle cose che, in alcuni momenti, sorprendevano persino me stessa.

E in più, mentre ero sola in acqua con la mia sirena, una marea di ricordi molto antichi mi tornarono alla memoria, di un colpo, dei flash della mia infanzia, molto precisi, molto vivi, dei flash d'estate soprattutto, infinitamente felici.

Avevo otto, dieci anni. Facevo un pic-nique con i miei fratelli e sorelle nella Laurentida o nella Laudanière, subito a nord di Montréal. C'erano delle fattorie, molti animali, campi coltivati, boschi, un torrente, dei cavalli che montavamo, le mie sorelle ed io. Rivedevo tutto questo chiaramente. Mi vedevo arrampicare sugli alberi, nuotavo nel torrente, passeggiavo tra i boschi. E dicevo a chiunque volesse ascoltare che mi sarei regalata un cavallo con i miei primi guadagni di cantante.

Poi l'ho dimenticato. Ero trasportata da un altro sogno, quello di diventare cantante, appunto, che ha occupato tutto lo spazio, tutta la mia vita. Qualche anno più tardi, quando ho ricevuto il mio primo stipendio, avevo già la testa altrove. Al posto di un cavalllo mi sono regalata un paio di scarpe col tacco alto.

Ed ecco che, venticinque anni più tardi, tutto questo ritornava a galla dal più profondo della memoria. Quel cavallo che non avevo mai comprato e al quale non avevo più pensato in seguito, la luce dell'estate, la freschezza e il profumo dell'acqua del torrente e dei laghi della Laurentida, della terra, del fieno appena tagliato...Rivedevo il sentiero che prendavamo per scendere verso il fiume, la canoa rovesciata sulla spiaggia, le risa delle mie sorelle, le grandi rocce da cui i miei fratelli si tuffavano, i ciottoli, la sabbia, le piante di fragola che ci graffiavano le gambe, il crepitio del fuoco dei rami che facevamo la sera sul bagnasciuga. Si cantava tutti insieme tutti intorno, a volte fino a notte fonda. C'erano delle stelle cadenti, a volte delle aurore boreali...

Quando sono uscita dopo aver detto addio alla sirena, non volevo che mi si parlasse, osavo a malapena muovermi. Sentivo la mia testa come un vaso riempito fino al bordo di ricordi. E non volevo rovesciarli. Volevo conservare quelle immagini in me il più a lungo possibile, guardarli di nuovo uno a uno, e trovarne altri, magari. Non si trattava di nostalgia, credo, quanto piuttosto di una sorta di curiosità per un' epoca molto lontana della mia vita che credevo di aver dimenticato, alla quale, in ogni caso, non avevo mai pensato così intensamente. Avevo l'impressione di rivedere e risentire, ben viva, ben reale, la bambina che ero stata e di percepirla tuttora molto vicina a me, così vicina che potrevo riconoscere i suoi sogni, i suoi desideri, i suoi progetti. E mi sentivo un po' come una mamma chioccia con questa piccola Céline dentro di me. Queste immagini hanno comunque perso presto il loro colore e la loro nitidità. Ma in seguito, nei giorni successivi, non ho smesso di pensare alla mia infanzia e al cammino percorso. A quello che ero stata, a quello che avevo fatto o cercato di fare da circa venticinque anni, dai miei primi shows e dal mio primo paio di scarpe con i tacchi alti.

Mi sono domandata perché abbia desiderato così fortemente tutto quello che mi è successo. Perché, a vent' anni, a quindici anni, a dodici anni e penso proprio anche a otto e a cinque, abbia tanto voluto realizzarmi, perché abbia tanto sognato di diventare una cantante conosciuta e ascoltata ai quattro angoli del mondo.

So bene che non accade di frequente di essere portati ad una tale ambizione. Molti giovani, ragazzi e ragazze, cercano a lungo cosa fare della propria vita. Alcuni non lo trovano mai. Io l'ho sempre saputo. Non ho meriti in questo. Sono come il grande Obelix che è caduto nella pozione magica da bambino. Io sono caduta alla nascita nella canzone e nella musica, nello show-business. E ci sono sempre stata felice come un pesce nell'acqua.

Ho adorato ogni momento della vita che ho trascorso fino ad ora. Sono andata fino in fondo dei miei sogni più belli. Credo che sia molto raro anche questo. Sentimentalmente, professionalmente, artisticamente, mi sono sempre sentita appagata. Amo e sono amata. Canto ed è la mia felicità. Ringrazio il cielo per questo tuttti i giorni della mia vita.

Posted

Grazie mille :clap:

 

Traduzione perfetta :P Grazie

[size=3][font="Times New Roman"]"A vingt ans elle était la première chanteuse du Québec, à vingt-cinq ans la plus grande star en France, à trente ans la plus grande star americaine, aujourd'hui à quarante ans, et ce n'est pas tous les jours qu'on peut le dire[size=4][/font],[font="Comic Sans MS"][b]elle est la plus grande chanteuse au monde![/b][/font]"[/size][/size]

[i][b]15th-16th-19th March 2011! I Was There in Vegas! By your side![/b][/i]
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Prologo parte 1

 

Un bel mattino dell'inverno scorso, un lamantino è apparso nel canale, giusto dietro alla nostra casa di Jupiter, in Florida. E' rimasto fermo lì per delle ore, come se fosse in attesa di qualcosa. O di qualcuno. Non appena sono entrata in acqua, si è avvicinato a me. Gli ho parlato, l'ho accarezzato, e abbiamo nuotato insieme per un bel po'...

In tutto ciò non c'è niente di coraggioso. Nel sud della Florida, divertirsi a nuotare con i lamantini non è una cosa insolita. Sono delle bestie timide, mai aggressive, che lì chiamiamo manatees o mucche di mare. Si dice che siano alla base della leggenda delle sirene, a causa del loro canto molto dolce, molto toccante.

Questo incontro mi ha fatto realizzare a che punto ero cambiata nel corso dei mesi precedenti. Quando ero una cantante "al lavoro" non mi sarebbe mai passata per la mente l'idea di tuffarmi in quel modo nell'acqua torbida e andare a stringere amicizia con un animale sconosciuto.

Ma ero in pausa sabbatica da più di tre mesi, e avevo cominciato a fare tutti i tipi di cose alle quali non avevo mai pensato prima, delle cose che, in alcuni momenti, sorprendevano persino me stessa.

E in più, mentre ero sola in acqua con la mia sirena, una marea di ricordi molto antichi mi tornarono alla memoria, di un colpo, dei flash della mia infanzia, molto precisi, molto vivi, dei flash d'estate soprattutto, infinitamente felici.

Avevo otto, dieci anni. Facevo un pic-nique con i miei fratelli e sorelle nella Laurentida o nella Laudanière, subito a nord di Montréal. C'erano delle fattorie, molti animali, campi coltivati, boschi, un torrente, dei cavalli che montavamo, le mie sorelle ed io. Rivedevo tutto questo chiaramente. Mi vedevo arrampicare sugli alberi, nuotavo nel torrente, passeggiavo tra i boschi. E dicevo a chiunque volesse ascoltare che mi sarei regalata un cavallo con i miei primi guadagni di cantante.

Poi l'ho dimenticato. Ero trasportata da un altro sogno, quello di diventare cantante, appunto, che ha occupato tutto lo spazio, tutta la mia vita. Qualche anno più tardi, quando ho ricevuto il mio primo stipendio, avevo già la testa altrove. Al posto di un cavalllo mi sono regalata un paio di scarpe col tacco alto.

Ed ecco che, venticinque anni più tardi, tutto questo ritornava a galla dal più profondo della memoria. Quel cavallo che non avevo mai comprato e al quale non avevo più pensato in seguito, la luce dell'estate, la freschezza e il profumo dell'acqua del torrente e dei laghi della Laurentida, della terra, del fieno appena tagliato...Rivedevo il sentiero che prendavamo per scendere verso il fiume, la canoa rovesciata sulla spiaggia, le risa delle mie sorelle, le grandi rocce da cui i miei fratelli si tuffavano, i ciottoli, la sabbia, le piante di fragola che ci graffiavano le gambe, il crepitio del fuoco dei rami che facevamo la sera sul bagnasciuga. Si cantava tutti insieme tutti intorno, a volte fino a notte fonda. C'erano delle stelle cadenti, a volte delle aurore boreali...

Quando sono uscita dopo aver detto addio alla sirena, non volevo che mi si parlasse, osavo a malapena muovermi. Sentivo la mia testa come un vaso riempito fino al bordo di ricordi. E non volevo rovesciarli. Volevo conservare quelle immagini in me il più a lungo possibile, guardarli di nuovo uno a uno, e trovarne altri, magari. Non si trattava di nostalgia, credo, quanto piuttosto di una sorta di curiosità per un' epoca molto lontana della mia vita che credevo di aver dimenticato, alla quale, in ogni caso, non avevo mai pensato così intensamente. Avevo l'impressione di rivedere e risentire, ben viva, ben reale, la bambina che ero stata e di percepirla tuttora molto vicina a me, così vicina che potrevo riconoscere i suoi sogni, i suoi desideri, i suoi progetti. E mi sentivo un po' come una mamma chioccia con questa piccola Céline dentro di me. Queste immagini hanno comunque perso presto il loro colore e la loro nitidità. Ma in seguito, nei giorni successivi, non ho smesso di pensare alla mia infanzia e al cammino percorso. A quello che ero stata, a quello che avevo fatto o cercato di fare da circa venticinque anni, dai miei primi shows e dal mio primo paio di scarpe con i tacchi alti.

Mi sono domandata perché abbia desiderato così fortemente tutto quello che mi è successo. Perché, a vent' anni, a quindici anni, a dodici anni e penso proprio anche a otto e a cinque, abbia tanto voluto realizzarmi, perché abbia tanto sognato di diventare una cantante conosciuta e ascoltata ai quattro angoli del mondo.

So bene che non accade di frequente di essere portati ad una tale ambizione. Molti giovani, ragazzi e ragazze, cercano a lungo cosa fare della propria vita. Alcuni non lo trovano mai. Io l'ho sempre saputo. Non ho meriti in questo. Sono come il grande Obelix che è caduto nella pozione magica da bambino. Io sono caduta alla nascita nella canzone e nella musica, nello show-business. E ci sono sempre stata felice come un pesce nell'acqua.

Ho adorato ogni momento della vita che ho trascorso fino ad ora. Sono andata fino in fondo dei miei sogni più belli. Credo che sia molto raro anche questo. Sentimentalmente, professionalmente, artisticamente, mi sono sempre sentita appagata. Amo e sono amata. Canto ed è la mia felicità. Ringrazio il cielo per questo tuttti i giorni della mia vita.

wow grazie :D

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brava!! :clap: se vuoi, posso dare una mano anche io..... :flowers: Edited by missgrey

"A vingt ans elle était la première chanteuse du Québec, à vingt-cinq ans la plus grande star en France, à trente ans la plus grande star americaine, aujourd'hui à quarante ans, et ce n'est pas tous les jours qu'on peut le dire,elle est la plus grande chanteuse au monde" Luc Plamondon

03rd July 2008 Milan: I was there

12th - 14th - 15th February 2009 Montreal :L'Italie est ici pour toi

15th-16th-19th March 2011 - Las Vegas - You keep the music playing

You'll be back soon! we love you!

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Un enorme grazie a Francy! :yes:

 

Ottima traduzione!

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TCH World Tour, Milan 03.07.08 I WAS THERE!

Céline, Las Vegas 15.03.11 I WAS THERE!

Céline, Las Vegas 19.03.11 I WAS THERE!

Thanks to all of you for the beatiful experience in Las Vegas. Céline forever in my heart

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Ed ecco che ho volontariamente abbandonato questa vita. Per un anno o due. In quell' inverno del 2000, per la prima volta della mia santa vita, non avevo niente di strettamente urgente sulla mia agenda, nessun impegno, niente shows in vista, niente interiveste, niente sedute di registrazione, niente galà. Un anno prima, quando pensavo a questa vacanza che si avvicinava, mi dicevo che non avrei saputo cosa fare di tutta quella libertà. Ma erano successe tante di quelle cose nel corso di un solo anno!

Ero cambiata, forse più che nel corso dei vent' anni precedenti. Non ero più la stessa persona, lo sentivo. Non avevo per niente le stesse paure, né gli stessi bisogni, né gli stessi desideri. Ero fiduciosa, felice di questa libertà che mi era donata, ed eccitata per il tempo sconosciuto che mi aspettava.

Credo che vivere sia cambiare, scoprire il nuovo e il sorprendente in tutte le cose, nella musica, nella propria vita come nei propri amori...

Per lungo tempo, non ho potuto pensare a tutta quella fortuna che avevo avuto, a tutta quella gioia che avevo conosciuto, senza avvertire una sorta di paura o di inquietudine, senza pormi mille e più domande.

Durerà? Che cosa si fa, che cosa si diventa, dove si va, quando si hanno già conquistati i propri sogni più cari e più folli? Bisogna restare immobili e guardare le nuvole passare? Si possono trovare altri sogni da realizzare? C'è una vita dopo il sogno, dopo lo show-buisiness? O al di fuori dello show-buisiness?

Che cosa farò quando terminerò questa lunga vacanza? Che cosa avrò da dire, da cantare? Dove sarà il pubblico che ho lasciato la sera del 1° gennaio del 2000? Potrò riconnettermi a lui? Saremo ancora sulla stessa lunghezza d'onda?

Avrei continuato a cantare, su questo non avevo nessu dubbio. Il mio ritiro dalle scene non era che provvisorio. Ma mi dicevo che non sarei stata più la stessa quando fossi tornata. E mi chiedevo chi sarei diventata alla fine di quel nuovo viaggio che avevo appena cominciato.

Per ogni sorta di motivo, più o meno dipendenti dalla mia volontà, avevo rinviato questa pausa di mese in mese. Ogni volta, mi rendevo conto che ero sollevata, anche se non osavo confessarlo completamente. Ero alle prese con un curioso dilemma: avevo sempre più bisogno e voglia di fermarmi per riposare, ritrovare le mie radici, stare sola con l'uomo della mia vita, fare il punto sulla mia carriera, sulla mia vita, sui miei amori. Ma, allo stesso tempo, questo fermarsi mi faceva paura.

Pensavo a tutto quello che avrei lasciato dietro di me: il palcoscenico, la folla, l'atmosfera così eccitante delle tournées, le notti passate in studio con i musicisti, la vita da artista, i viaggi... Una volta che il conto alla rovescia era cominciato, avevo il cuore stretto ogni volta che favevo uno spettacolo e che sentivo quel contatto magico che si opera con il pubblico quando il sipario si alzava ed eravamo soli, lui ed io...

Far alzare una folla è una sensazione straordinaria che niente al mondo può rimpiazzare. Credevo che quei momenti elettrizzanti mi sarebbero mancati terribilmente. Dicevo sempre alle persone, alla fine dello spettacolo: "Vi porto con me, sarete sempre nel mio cuore".

Sono dunque partita con, nel mio cuore, tutta quella gente che era venuta a vedere il mio show. Dovevo solo chiudere gli occhi per percepire la loro presenza, per sentirli...

Ma un ricordo, anche lieto, non vale mai la realtà, non è mai altrettanto toccante, altrettanto esaltante, altrettanto vero. Tutti i ricordi, anche i più forti e i più cari, finiscono immancabilmente per perdere i loro colori e la loro limpidità.

Avevo vissuto momenti straordinari, avevo viaggiato da un capo all'altro del mondo, avevo fatto incontri indimenticabili, ero stata viziata, amata, applaudita... Avevo conosciuto moltitudini ogni giorno più grandi, stadi sempre più vasti, trampolini costantemente pià alti. Era terribile. E bello, molto bello.

Ma ero diventata una vera eroinomame dello stress. Mi serviva la mia dose quotidiana. Anche questo mi sarebbe mancato sicuramente tra poco. Ogni volta che mi fermavo andavo in astinenza, mi sentivo male, inquieta. I maratoneti che hanno una ferita che impedisce loro di correre, si dice abbiano nausea, stordimento. E si dice che non ci sia nessuno più depresso di un ciclista che ha appena terminato il Tour de France, anche se l'ha vinto. Così, la prospettiva di vivere senza stress la piccola vita tranquilla e comoda alla quale aspiravo quindi da tanto tempo...mi stressava. Avrei dovuto disintossicarmi dallo stress e dalla fifa. E dimenticare la mia voce. Per più della metà della mia vita, ero stata sua schiava, una schiava diligente e felice che la paura di vivere libera spaventava.

Per rassicurarmi, ho tentato di fare un programma di vita dettagliato. Ho cercato di pianificare la mia vacanza nel minimo dettaglio. L'ho immaginata, come per i miei spettacoli. A meno che non arrivassi al punto, soprattutto all'inizio, di sentirmi con me sul palco...

Un giorno giuravo a me stessa che non avrei cantato per tutto il tempo della pausa. Il giorno successivo, mi dicevo che non avrei resistiso se mi fosse stato proposto un gran bel ruolo al cinema, una bella canzone da registrare o una partecipazione ad un mega show con grandi artiste che ammiravo. Infatti, nelle mie previsioni, avevo sbagliato quasi tutto. Mi ero detta: "Mai nessun vocalizzo, Céline, né dei lunghi periodi di silenzio per riposare la tua voce. Non è più necessario. Finita la disciplina, finito l'allenamento. Giocherai a golf tutti i giorni. E, per occupare lo spirito, seguirai dei corsi di spagnolo e di disegno". Mi sono comprata allora delle matite, dei pastelli, dei pennelli, una tavolozza di acquerelli, dei fogli da disegno. "Prenderai anche lezioni di piano. E ascolterai tutto quello che si fa di nuovo in musica, le cose buone e quelle che non lo sono, per restare aggiornata sullo show buisiness". Ho cominciato a stabilire una lista di albums da ascoltare, dal barocco al trip-hop. "Non ti sottometterai più a nessuna disciplina. Dormirai fino a tardi, tutta la giornata se hai voglia. Mangerai quando vorrai, il giorno o la notte". Ora, ero appena entrata in quella vacanza e sapevo già che le cose si sarebbero svolte in maniera completamente diversa. E soprattutto, non come le avevo immaginate. Prima di tutto, contrariamente a quello che avevo temuto, tutto era fatto lentamente, senza dolore. Mi sono immersa in questa nuova vita come in un bagno caldo. E ho capito presto che avrei rifiutato di dare uno show, anche se mi si fosse offerto un palco sulla Luna o su Venere, davanti a stuoli di extraterrestri. Con mio grande stupore e grande piacere di René, mi sono messa ad alzarmi presto...e di buon umore. Una volta mi servivano diverse ore prima di sentirmi "accesa". Al mio risveglio, non parlavo mai a nessuno e non amavo soprattutto che mi si parlasse. Detestavo le mattine. Ogni volta che era possibile, dormivo. Fcevo colazione quasi sempre sola.

Ed eccomi, in vacanza, con assolutamente nulla da fare, a svegliarmi all'alba ascoltando il canto degli uccelli, guardando i miei fiori aprirsi o preparando del succo d'arancia o del caffé per tutti...

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Grazie mille Francy,così mi vizi :wub:

 

Con questo pezzo di traduzione si capisce sempre di più l'attaccamento di Céline ai fans e al cantare..

 

Grazie ancora :flowers:

[size=3][font="Times New Roman"]"A vingt ans elle était la première chanteuse du Québec, à vingt-cinq ans la plus grande star en France, à trente ans la plus grande star americaine, aujourd'hui à quarante ans, et ce n'est pas tous les jours qu'on peut le dire[size=4][/font],[font="Comic Sans MS"][b]elle est la plus grande chanteuse au monde![/b][/font]"[/size][/size]

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Francy ma questa è la continuazione del prologo parte 1 ??

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TCH World Tour, Milan 03.07.08 I WAS THERE!

Céline, Las Vegas 15.03.11 I WAS THERE!

Céline, Las Vegas 19.03.11 I WAS THERE!

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Ma dai, per me è un piacere! Spero solo che sia legale...

Chiunque vuole dare una mano è il benvenuto, ditemi solo come preferite fare! Avete le copie in francese, volete che le scannerizzi o preferite tradurre dall'inglese?

 

io ho la copia francese.....se hai bisogno per qualche estratto, fammi un fischio :flowers:

"A vingt ans elle était la première chanteuse du Québec, à vingt-cinq ans la plus grande star en France, à trente ans la plus grande star americaine, aujourd'hui à quarante ans, et ce n'est pas tous les jours qu'on peut le dire,elle est la plus grande chanteuse au monde" Luc Plamondon

03rd July 2008 Milan: I was there

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Francy ma questa è la continuazione del prologo parte 1 ??

 

Yes...ho dimenticato di scrivere parte 2!

 

io ho la copia francese.....se hai bisogno per qualche estratto, fammi un fischio :flowers:

 

Grazie! Beh, più che negli estratti il mio problema è su certe espressioni di lingua corrente, modi di dire etc, ad esempio a pag 56 "en criant lapin"...li lascio in francese o mi appello a voi?

Edited by *Francy*
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Francy grazie mille per il pezzo e la traduzione perfetta. ;-D
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Francy ma questa è la continuazione del prologo parte 1 ??

 

Yes...ho dimenticato di scrivere parte 2!

 

io ho la copia francese.....se hai bisogno per qualche estratto, fammi un fischio :flowers:

 

Grazie! Beh, più che negli estratti il mio problema è su certe espressioni di lingua corrente, modi di dire etc, ad esempio a pag 56 "en criant lapin"...li lascio in francese o mi appello a voi?

 

beh oddio...certe espressioni dialettali mi lasciano interdetta anche a moi....io poi mi sa che ho un vocabolario vecchio a casa... :confused:

"A vingt ans elle était la première chanteuse du Québec, à vingt-cinq ans la plus grande star en France, à trente ans la plus grande star americaine, aujourd'hui à quarante ans, et ce n'est pas tous les jours qu'on peut le dire,elle est la plus grande chanteuse au monde" Luc Plamondon

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certo ;)

"A vingt ans elle était la première chanteuse du Québec, à vingt-cinq ans la plus grande star en France, à trente ans la plus grande star americaine, aujourd'hui à quarante ans, et ce n'est pas tous les jours qu'on peut le dire,elle est la plus grande chanteuse au monde" Luc Plamondon

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ancora

ancora

!!!!!!!!!!!!!!

 

 

grazie del lavoro :flowers: :flowers:

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THE DIVA'S ARRIVAL

Montecarlo, 4th november 2007

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PROLOGO PARTE 3

 

All'inizio dei tre mesi, io che mi ero giurata di tenermi costantemente al corrente delle ultime tendenze, non ascoltavo quasi più la musica, né la mia, né quella altrui; e guardavo sempre più distrattamente le riviste di moda. Io che credevo di non poter più sopportare il silenzio, passavo lunghe ore, a volte giornate intere, senza dire una parola, per diletto, per la pace,per la tranquillità... E non mi sentivo soprattutto in astinenza da stress. Ho presto rimandato a più tardi, alla primavera, poi all' estate, poi all' autunno, poi all' inverno successivo, i miei corsi di spagnolo. Non ho mai scartato le matite colorate e i miei pastelli. Dopo due o tre settimane di inattività assoluta, mi sono rimessa a cantare, tutto il tempo, dappertutto, sotto la mia doccia, al golf, al volante, in cucina. E ci trovavo un'enorme gioia, una gioia nuova, inattesa. Ho anche ricominciato l' allenamento, a fare i miei vocalizzi regolarmente. Per non perdere le cose che avevo acquisito, ma soprattutto per il semplice piacere che mi procura farlo.

Passavo anche delle serate intere a guardare la TV, cosa che mai avevo fatto nella mia vita. Ho seguito dall'inizio alla fine le eliminatorie della Lega nazionale di hockey. E mi è piaciuto da morire.

Penso di essere per natura serena. Amo la felicità. Mi arriva a ventate, quasi sempre impreviste, inspiegabili. Parlo della vera felicità, non delle piccole gioie che comporta per esempio un disco di platino o una buona recensione, no, della felicità senza motivo che ci salta addosso senza che ce la si aspetti e che se ne va quando vuole, come un'occhiata di sole che può durare trenta secondi, o due giorni, o un mese...

Questa felicità non l'ho mai sentita così vicina, così avvolgente, come in quell' inverno del 2000.

Avevo appena trascorso il periodo più terribile della mia vita. E, per questo, vedevo del buono, del bello e del necessario dappertutto, anche in quelle sfortune che ci avevano colpito... All' inizio, questo mi sembrava impensabile, quasi mostruoso. Ma, a poco a poco, mi sono riconciliata con quell' idea. So oggi, che in ogni cosa cattiva c'è del buono. E ringrazio il cielo per quella sfortuna che ci è capitata, perché ci ha trasformati...

René, l'uomo della mia vita, di tutta la mia vita, è stato gravemente malato. Abbiamo superato insieme una prova durissima, dalla quale siamo usciti più forti, più uniti, più innamorati che mai. So che la preoccupazione farà ormai parte della nostra vita. Qualcosa che si potrebbe chiamare spensieratezza ci ha senza dubbio lasciati per sempre. Ma, allo stesso tempo, so che è possibile conoscere, anche nei momenti più terribili di questa prova, anche nel dolore e nella paura, dei grandi momenti di felicità.

Perché ci amiamo.

Questa prova mi ha cambiata più di tutte le esperienze professionali che ho vissuto. Grazie a lei, ho imparato molto, su di me, sull'uomo che amo, sull'amore, sulla vita stessa... Ho avuto questa fortuna straordinaria di scoprire che c'è una vita al di fuori dello show-business. Lo sapevo, per principio, nella mia testa. Ma l'ho imparato per davvero, nel mio cuore, attraverso le mie lacrime, attraverso la speranza, attraverso l'attesa. In realtà, quando ho preso congedo dal pubblico, non vedevo già più le cose nello stesso modo. Né le persone, né il mio mestiere. E tutti i miei altri progetti, ivi compreso quello di avere un figlio, avevano preso una diversa piega. La salute di René era diventata, per me, quello che contava di più. Per la prima volta nella mia vita, le cose non si erano svolte come previsto. Da sempre, avevo visto i miei sogni realizzarsi ad uno ad uno. Avevo naturalmente finito per credere che bastasse desiderare qualcosa molto fortemente e lavorare molto perché i sogni, anche quelli più folli e audaci, si realizzassero.

Avevo voluto cantare sui più grandi palcoscenici del mondo: ci ero riuscita. Avevo desiderato un uomo più di qualsiasi altra cosa al mondo: ero diventata la donna della sua vita.

Con la malattia di René, non eravamo più noi che scrivevamo il copione e decidevamo la nostra direzione. Questa volta, la vita vera ci aveva riacciuffati.

All'inizio, non ho provato che paura, voglia di ribellarmi, profondo smarrimento. Non capivo, non accettavo, che tutto questo si fosse imposto su di noi. Mi sembrava che il mondo si fosse capovolto.

Poi, a poco a poco, senza che realizzassi completamente come e perché, ho cominciato ad accettare questa realtà. Molto per merito di René, immagino, della sua forza, della sua fiducia, ma anche del fatto che aveva bisogno di me. Per la prima volta nella nostra vita, si lasciava veramente andare, aveva veramente fiducia in me, piangeva sulla mia spalla, mi ripeteva che non poteva vivere senza di me. Sono arrivata fino ad ammettere e a dire con lui che questa prova spaventosa aveva avuto qualcosa di buono, che avrebbe fatto di noi persone migliori, più felici, più gioiose.

Nonostante quello che abbiamo passato o forse addirittura a causa di quello, non so, non saprò mai, abbiamo ritrovato una sorta di fiducia nella vita, un appetito di vivere quello che ci era offerto, che l'avessimo desiderato deciso, o no.

Non abbiamo rinunciato ad avere un figlio. L'anno prima, qualche giorno prima che René cominciasse la sua chemioterapia, eravamo andati in una banca dello sperma. Non è certo l'esperienza più romantica che una coppia possa sognare. Ma noi eravamo ormai sicuri che, qualunque cosa sarebbe successa, il nostro sogno avrebbe continuato ad essere realizzabile. Ma non volevo fare di questo bambino il responsabile della nostra felicità. Sicuramente, per quanto possibile, avrei preso tutti i provvedimenti necessari. Il mio ginecologo, il dottor Ronald Ackerman, ci aveva informati dettagliatamente sulle più recenti tecniche di fecondazione in vitro e sull' inseminazione ultra-uterina. Avevo deciso di sottomettermici dopo qualche mese di riposo. Se quel bambino fosse poi entrato nella nostra vita, tanto meglio. Altrimenti, avrei vissuto senza di lui. Ecco quello che mi dicevo. Non volevo soprattutto renderlo colpevole, responsabile della mia felicità, nel caso non fosse nato, magari nemmeno concepito. Non volevo più pianificare, non volevo più sognare, non volevo fare più spettacolo. Ormai, volevo vivere la mia vita come si fosse presentata a me. E' la vita che conta e che decide, non il sogno. Non vuol, ad ogni modo, dire che si debba restare passivi e aspettare. Per avere un bambino ci sono delle misure da adottare.

A metà dell'inverno scorso, abbiamo dunque imparato a gustare la vita come mai avevamo fatto prima. Ho visto René cambiare molto, perdersi a guardare il sole tramontare, a guardare i delfini nuotare, o una nuvola passare, ad ascoltare una sirena che cantava. E approfittare a pieno dei momenti che trascorreva con me, con i suoi amici o solo. Anche la sua risata e il suo sguardo erano cambiati. Era più che mai attento agli altri, attento alla felicità.Trovava dappertutto delle briciole di vita, che raccoglieva e condivideva con noi.

All'inizio soprattutto, per dei giorni, non ho fatto assolutamente nulla. Vivevo senza una meta, senza trucco, con un semplice paio di pantaloni corti e una maglietta, i piedi nudi, senza dover stare attenta al mio look, senza dovermi spremere le meningi per dare opinioni brillanti su tutto e su niente per piacere dei giornalisti...

E ho scoperto di nutrire piccole passioni alle quali non avevo mai presato attenzione prima. Rivelano, credo, un cambiamonto assai profondo che non colgo ancora completamente e che non cerco veramente di capire. Una volta, per esempio, ero sempre seccata quando mi si regalavano dei fiori, non sapevo mai che cosa farne, dove metterli, li annusavo distrattamente, li guardavo a malapena. Oggi posso passare delle ore a comporre e ricomporre dei bouquets, imparo a riconoscere i nomi, i profumi dei fiori, li guardo germogliare nelle mie aiuole, appassire, rinascere. Leggo di loro, faccio domande ai giardinieri, ai fioristi.

Ogni sera poi, all'ora di cenare, perfeziono le luci delle candele di ogni parte della casa, del portico, delle terrazze, imparo a creare atmosfere, ad apparechiare una tavola, a ricevere gli invitati. Facendo tutto questo, mi scopro attraverso tratti del mio carattere che non avevo mai notato o che non avevo mai avuto tempo di notare. Alcuni mi facevano piacere, altri no.

 

 

Scusate il ritardo!!

Posted

Fantastica :wub:

 

Grazie :flowers:

[size=3][font="Times New Roman"]"A vingt ans elle était la première chanteuse du Québec, à vingt-cinq ans la plus grande star en France, à trente ans la plus grande star americaine, aujourd'hui à quarante ans, et ce n'est pas tous les jours qu'on peut le dire[size=4][/font],[font="Comic Sans MS"][b]elle est la plus grande chanteuse au monde![/b][/font]"[/size][/size]

[i][b]15th-16th-19th March 2011! I Was There in Vegas! By your side![/b][/i]
[img]http://i56.tinypic.com/dlosxx.jpg[/img]


[url="http://i49.tinypic.com/9th8g9.jpg"]http://i49.tinypic.com/9th8g9.jpg[/url]
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:in_love:

 

Grazie Francy :flowers:

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TCH World Tour, Milan 03.07.08 I WAS THERE!

Céline, Las Vegas 15.03.11 I WAS THERE!

Céline, Las Vegas 19.03.11 I WAS THERE!

Thanks to all of you for the beatiful experience in Las Vegas. Céline forever in my heart

Posted

ti adoro Francy :giggle: :giggle:

 

grazieeeeeeeeeeee :flowers: :flowers:

http://img220.imageshack.us/img220/8303/2007montecarlocelinediohp2.gif

 

THE DIVA'S ARRIVAL

Montecarlo, 4th november 2007

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Nessun libro sarà più bello di MSMD :D
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Francy stai tranquilla. E' tantissimo quello che stai facendo.

Ora pensa a studiare e poi appena finisce la scuola ci diletti con le fantastiche traduzioni! :D

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