DirkPitt Posted November 30, 2009 at 12:55 PM Posted November 30, 2009 at 12:55 PM francy ma stai traducendo tu my story my dream o ti hanno passato la versione tradotta? Quote
*Francy* Posted November 30, 2009 at 02:07 PM Posted November 30, 2009 at 02:07 PM Sto provando a tradurlo io nei ritagli di tempo Quote http://img25.imageshack.us/img25/9075/2zeghw19i.jpg
DirkPitt Posted November 30, 2009 at 02:08 PM Posted November 30, 2009 at 02:08 PM ahhhh bene. grazie Quote
Mozzy88 Posted November 30, 2009 at 02:39 PM Posted November 30, 2009 at 02:39 PM Grazieeeeee! :wub: Quote Visita CelineDionItalia.com http://www.celinedionitalia.com/banner.pnghttp://i18.photobucket.com/albums/b130/susannacastiello/firmaforum.jpgMy Facebook page ----- My Flickr page
ilvise Posted August 23, 2011 at 12:39 AM Posted August 23, 2011 at 12:39 AM scusate se riprendo questo topic, ma vorrei chiedere a chi li ha già preso una biografia: secondo voi quale biografia di Celine tra MSMD e For Keeps mi conviene comprare prima ?? accetto i consigli di tutti Quote http://img713.imageshack.us/img713/984/firmaforumtcvise.jpg
ronpaola Posted August 23, 2011 at 12:09 PM Posted August 23, 2011 at 12:09 PM scusate se riprendo questo topic, ma vorrei chiedere a chi li ha già preso una biografia: secondo voi quale biografia di Celine tra MSMD e For Keeps mi conviene comprare prima ?? accetto i consigli di tutti Domanda da un milione di dollari!!! Beh, MSMD , secondo me, va letto per primo. Poi, c'è For keeps, assolutamente geniale Quote http://static2.dmcdn.net/static/video/741/223/49322147:jpeg_preview_medium.jpg
gherigl Posted August 24, 2011 at 07:01 PM Posted August 24, 2011 at 07:01 PM io sto per finire di leggere My story my dream e devo dire che è un libro da dover assolutamente leggere!!!!ti appassioni tantissimo e non smetti di leggerlo, per la curiosità concordo con Paola, prima prendi MSMD e poi For keeps... io ho già comprato "Celine: The Authorized Biography" ma appena finirò di leggere questo, prendo For keeps Quote http://img12.imageshack.us/img12/6341/23045710150189386059519.jpgEseguirò My Heart Will Go On per il resto della mia vita e rimarrà sempre un'esperienza molto emozionante. (Celine D.) My Facebook!
ilvise Posted August 24, 2011 at 09:53 PM Posted August 24, 2011 at 09:53 PM (edited) Grazie per il consiglio ! allora penso proprio che prenderò MSMD, d'altronde credo anche sia il primo ufficiale, o importante poi ovviamente anche gli altri Edited August 24, 2011 at 09:54 PM by ilvise Quote http://img713.imageshack.us/img713/984/firmaforumtcvise.jpg
ronpaola Posted August 25, 2011 at 12:22 PM Posted August 25, 2011 at 12:22 PM Grazie per il consiglio ! allora penso proprio che prenderò MSMD, d'altronde credo anche sia il primo ufficiale, o importante poi ovviamente anche gli altri E' la prima ed unica biografia scritta da Céline in persona quindi la più attendibile. Quote http://static2.dmcdn.net/static/video/741/223/49322147:jpeg_preview_medium.jpg
gherigl Posted August 25, 2011 at 08:22 PM Posted August 25, 2011 at 08:22 PM si infatti!! il bello di questo libro è che sembra che ei, in persona, ti racconti tutta la sua vita :wub: Quote http://img12.imageshack.us/img12/6341/23045710150189386059519.jpgEseguirò My Heart Will Go On per il resto della mia vita e rimarrà sempre un'esperienza molto emozionante. (Celine D.) My Facebook!
ilvise Posted August 26, 2011 at 10:04 AM Posted August 26, 2011 at 10:04 AM (edited) io ho letto la dedica all'autore e si capisce che anche se non l'ha scritto direttamente lei è frutto delle confidenze fatte con lui, e quindi è come se l'avesse fatta lei, la prenderò al piu' presto !!! Edited August 26, 2011 at 10:10 AM by ilvise Quote http://img713.imageshack.us/img713/984/firmaforumtcvise.jpg
moonlight Posted August 26, 2011 at 03:10 PM Posted August 26, 2011 at 03:10 PM MSMD è assolutamente da leggere!!!! poi tutto il resto! Quote
gherigl Posted August 26, 2011 at 08:17 PM Posted August 26, 2011 at 08:17 PM dico solo questa... ieri sera ho letto il capitolo in cui descrive il suo matrimonio a Montreal, dalla chiesa alla sala del ricevimento ci sono descrizioni, all'inizio, in cui parla del suo amore per Renè, il loro primo bacio ecc ecc ecc.... il resto lo scoprirai Quote http://img12.imageshack.us/img12/6341/23045710150189386059519.jpgEseguirò My Heart Will Go On per il resto della mia vita e rimarrà sempre un'esperienza molto emozionante. (Celine D.) My Facebook!
moonlight Posted August 27, 2011 at 11:47 PM Posted August 27, 2011 at 11:47 PM a me piace moltissimo la parte in cui parla della nascita dell'amore verso suo marito Quote
ronpaola Posted September 8, 2011 at 03:03 PM Posted September 8, 2011 at 03:03 PM Qualcuno sa come contattare Francy? Le ho mandato un PM ma non ho avuto risposta. Volevo sapere se non le dispiaceva se di tanto in tanto posto qualche capitolo di MSMD per continuare la lettura in italiano (per coloro che hanno magari difficoltà a leggerlo in inglese o francese).fatemi sapere. Grazie per l'aiuto Quote http://static2.dmcdn.net/static/video/741/223/49322147:jpeg_preview_medium.jpg
ronpaola Posted October 1, 2011 at 11:53 PM Posted October 1, 2011 at 11:53 PM Capitolo 3. Parte 5 Dovevamo partire per il Giappone una settimana prima del festival perché io avessi il tempo di riposarmi dal viaggio e non fossi troppo influenzata dal fuso orario. Mia e Ben Kaye ci avrebbero accompagnato.Mia, illuminante consigliera, conosceva le regole, l'etichetta, il buon gusto, la moda, le buone maniere. Sapeva cosa dire, come agire, cosa portare, in ogni circostanza. Ben Kaye, una volta agente dei Baronets, non aveva paura di niente, inoltre era divertente come nessuno. Uno dei suoi numeri più riusciti consisteva nel formare un coro con tutte le persone che si trovavano in un ristorante. Li faceva cantare tutti, anche i camerieri, anche quelli che, in disparte, non volevano saperne. Finiva per creare un ambiente fantastico. Io l'avevo visto all'opera in alcuni ristoranti di Montréal. Lo sapevo capace di fare altrettanto in quelli di Tokyo.Quanto ad Eddy, ci avrebbe raggiunto direttamente da Parigi. Ma, l'anti-vigilia della partenza, Mia ci ha informati che si era fatto molto male alla schiena. Aveva visto un medico, un chirurgo, un agopunturista. Niente né nessuno era riuscito a farlo guarire. Peggio, il giorno dopo, non era praticamente in grado di camminare. Mia ha rinunciato ad accompagnarci e l'ha raggiunto a Parigi. Noi, eravamo solo in quattro a partire: René, mamma, Ben ed io. Mia madre era, credo, la più eccitata di tutti. Aveva sempre sognato di fare grandi viaggi, di “vedere dei paesi”, come diceva lei. E questo le era infine possibile. Avrebbe dormito in grandi hotel, scoperto dei paesaggi esotici, avuto persone al suo servizio, delle guide, degli interpreti, degli autisti, delle cameriere, e avrebbe visto sua figlia cantare (“trionfare”, diceva René) davanti ad un immenso pubblico.“Non sono sicura di aver meritato tutto questo”, mi ha confidato la vigilia della partenza per Tokyo.Il giorno dopo, appena prima di salire a bordo dell'aereo, si è girata verso mio fratello Paul e gli ha dato il suo pacchetto di sigarette.“Puoi fumarle, regalarle o gettarle; io non ne voglio più. Non fumerò mai più nella mia vita.”Una volta nell'aereo, ci ha spiegato che voleva, con quel gesto, “meritare il suo viaggio”.Non l'ho mai più vista fumare. Non l'ho mai sentita lamentarsi che le sigarette le mancavano. Per tutto il viaggio René non ha cessato di felicitarsi con lei. Non aveva mai osato dirle che il fumo poteva essere dannoso per la mia voce. Ma, da quel giorno, egli avrebbe esercitato un controllo più severo sul mio ambiente. I fumatori sarebbero stati banditi, anche papà, che comprese subito e che prese l'abitudine, quando ero in casa, di andare a fumare fuori, sotto la veranda.Ho spesso, molto spesso, pensato al gesto simbolico di mia madre quel giorno, a questa idea che aveva di dover meritare ciò che ci capitava. Ed io voglio credere che lei abbia ragione. La fortuna è là, sicuramente, che favorisce gli uni e non gli altri. C'è anche il talento, i doni che il cielo fa agli uni e non agli altri. Ma di ciò che non si merita in una maniera o in un'altra, non se ne può approfittare veramente e si finisce presto o tardi per perderlo. Dovevo dunque, dovrò sempre, meritare questa voce che Dio mi ha donato.Sono sempre stata molto disciplinata. Ho fatto i miei doveri di cantante, e tutti i giorni i miei vocalizzi ed i miei esercizi, con tutta l'applicazione di cui sono capace. Ho seguito senza barare i regimi imposti, sono stata in silenzio quando era necessario e per tutto il tempo che era necessario per riposare la voce. Non ho mai violato questa disciplina , neanche un giorno, neanche un'ora. Se l'avessi fatto, sarei stata praticamente incapace di salire sulla scena, avrei avuto troppa paura di perdere la voce.Questa inquietudine e questa certezza mi venivano da mia madre. Lei lo sapeva d'istinto. O perché era stata educata secondo i principi della religione cattolica. Poco importa. Per me, è oggi una verità assoluta, che non viene dall'istinto, ma dalla ragione.Ciò che non si merita, non se ne ha diritto, non ci appartiene. Quote http://static2.dmcdn.net/static/video/741/223/49322147:jpeg_preview_medium.jpg
moonlight Posted October 2, 2011 at 03:02 AM Posted October 2, 2011 at 03:02 AM Grazie per la traduzione! Quote
gherigl Posted October 2, 2011 at 01:09 PM Posted October 2, 2011 at 01:09 PM uno tra i bellissimi capitoli di questo libro!! Quote http://img12.imageshack.us/img12/6341/23045710150189386059519.jpgEseguirò My Heart Will Go On per il resto della mia vita e rimarrà sempre un'esperienza molto emozionante. (Celine D.) My Facebook!
ronpaola Posted October 3, 2011 at 09:10 PM Posted October 3, 2011 at 09:10 PM Capitolo 3 - Parte 6 A Tokyo ero ancora troppo giovane, credo, perché questo genere di cose mi preoccupasse. Ero impressionata, certo. Ho avuto anche paura sul palcoscenico. Ma non capivo probabilmente, non veramente, questo bisogno che mia madre aveva di “meritare” ciò che le succedeva, le gioie, la felicità... A Tokyo volevo semplicemente “stenderli”.Il festival Yamaha durava alcuni giorni: eliminatorie il venerdì e il sabato, grande finale trasmesso in televisione la domenica. Si svolgeva in un anfiteatro dove ho cantato varie volte in seguito, il Budokan, che contiene oltre 12 mila persone e che è situato in un magnifico parco, vicino al Palazzo imperiale. Si è nel cuore della città e, tuttavia, tutto è tranquillo, anche la folla, molto saggia, molto differente dalle folle eccitate che avevo conosciuto al forum di Montréal, per esempio, quando ero andata a vedere Olivia Newton-John o Elton John.Per determinare l'ordine delle esibizioni, ogni concorrente doveva tirare un numero a sorte. Venerdì mattina, a me è capitato il 5. Il nostro interprete mi ha detto che in giapponese si pronunciava go. René, a cui sono sempre piaciuti i presagi e le coincidenze, era felice.Ho cantato bene, senza forzare la voce, forse un po' distrattamente però. Per la prima volta nella mia vita, mi trovavo su una scena incredibilmente grande e davanti ad un vasto pubblico. Ero accompagnata da una grande orchestra con più di 50 musicisti con i quali non avevo provato che una decina di minuti. Ero un po' spaesata, disorientata, non sapevo dove guardare e non sentivo bene. Mi ci è voluto un buon momento per controllare perfettamente la voce.Tuttavia, quando ho lasciato la scena dopo la canzone, gli applausi della folla mi sono sembrati molto intensi rispetto a quelli ricevuti dai due ragazzi che mi avevano preceduto. Comunque, in seguito, anche altri concorrenti ne hanno ricevuti di altrettanto forti, se non di più dei miei. Ho creduto a volte che sarei stata eliminata dai giudici.Sabato pomeriggio, dopo che l'ultimo concorrente si era esibito, i giudici hanno reso noti i nomi delle dieci persone che sarebbero andate in finale il giorno dopo.Ero tra loro. Anche questa volta, tirai a sorte il numero 5, il go. E anche questa volta, abbiamo visto un felice presagio. Ma io rimanevo nervosa e tesa.Oltre ai 12 mila spettatori che avrebbero riempito il Budokan domenica pomeriggio, decine di milioni di persone avrebbero seguito l'evento in televisione. Da dare le vertigini. Avevo attacchi di ansia pensando al momento in cui sarei salita sulla scena e avrei intonato la mia canzone. Immaginavo la folla da affrontare come un mostro senza cuore in grado di divorarmi. E mi sforzavo di non pensarci, di dirmi che non era così importante, che potevo benissimo sopravvivere senza aggiudicarmi il primo premio.René non ha cercato di farmi credere che la mia paura era senza fondamento. Al contrario, mi ripeteva che era un momento importante della mia vita, decisivo, che il mostro che stavo per affrontare era terribile. Lo sapeva. Ma aggiungeva che non c'era scelta, che io dovevo sconfiggerlo. Invece di diminuire questo mostro, come tentavo di fare, mi diceva che ero forte, determinata, in grado di affrontarlo. Quando mi parlava, mi sentivo veramente una grande persona, una vera professionista. Quella sera mi sono addormentata persuasa che una volta sulla scena sarei stata padrona della mia voce. E avrei domato il mostro. Forse lo avrei anche steso.L'indomani pomeriggio, aspettando il mio turno, sono rimasta in piedi nel camerino per non sgualcire il mio vestito. Era un vestito bianco, in cotone, che Josiane Moreau, la mia stilista di allora, mi aveva confezionato partendo da un modello trovato su una rivista. Era magnifico ma un po' fuori stagione. Avevamo immaginato entrambe che il Giappone fosse un paese caldo in cui il clima fosse nel corso dell'anno come quello da noi in luglio. Ma tanto peggio, amavo quest'abito, stavo bene, era tutto ciò che contava.Ai piedi della scalinata che portava alla scena, proprio nel momento in cui il presentatore pronunciava il mio nome, ho visto per terra ciò che ho all'inizio creduto fosse una medaglia, ma che era invece una moneta. L'ho raccolta. Quando ho visto il numero 5, il go, stampato su di essa, ho deciso di tenerla. Per scaramanzia. Il mio vestito non aveva tasche, quindi ho infilato la moneta nella mia scarpa. Mentre avanzavo sotto le luci per cantare “Tellement j'ai d'amour pour toi”, la sentivo muoversi sotto il mio piede. Era il mio portafortuna, lo sapevo. La tenni sempre con me. Il 5 era ormai il mio numero fortunato. Non avevo alcun dubbio: avrei grazie a lui vinto il primo premio.Ciò che la sera della vigilia e il mattino dopo vedevo come un mostro spaventoso, i giudici, la folla, le telecamere, milioni di telespettatori, mi appariva ora come una presenza calorosa ed amichevole. Quote http://static2.dmcdn.net/static/video/741/223/49322147:jpeg_preview_medium.jpg
ika Posted October 3, 2011 at 09:25 PM Posted October 3, 2011 at 09:25 PM grazie Quote vivikadionhttp://images.movieplayer.it/2003/10/18/raffaella-carra-29449.jpg
moonlight Posted October 3, 2011 at 09:41 PM Posted October 3, 2011 at 09:41 PM grazie io ho letto il libro in francese ma è bellissimo rileggerlo qui in italiano! Quote
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